Le bambole di Maddalena

di Mamma Oca

“Se tutti i nostri nipoti fossero come Maddalena!”, sospiravano i nonni quando, verso Natale, si accingevano all’acquisto dei doni. Fare un regalo a Maddalena non costava nulla: bastava pescare in cantina o in solaio quanto c’era di più vecchio. A differenza degli altri bambini, a Maddalena non interessavano i negozi di giocattoli. Se però si imbatteva in una  vecchia bambola, magari senza più capelli o mancante d’un braccio o una gamba e con i vestiti a brandelli, cominciava a tirare la mamma per la gonna: “Mamma, mamma, regalami quella bella bambola”. Se non veniva accontentata, le veniva la febbre a quaranta.
    Nelle grandi occasioni, quando veniva messo in tavola il servizio buono, Maddalena pretendeva di continuare a mangiare  su un vecchissimo piatto sbreccolato, al quale era affezionatissima. Anche il suo bicchiere era molto vecchio, e con gli orli scheggiati, ma Maddalena beveva solo da quello. Quando che il babbo, per paura che si facesse male, l’aveva gettato nella spazzatura, era stato costretto a recuperarlo,
     Ogni volta che Maddalena veniva portata in visita, andava sempre  a sedersi sulla sedia più vecchia e malconcia, facendo stare col fiato sospeso la padrona di casa, perché il più delle volte quella sedia si trovava in salotto soltanto per bella figura. Ma non c’era pericolo che Maddalena finisse per terra.
    Il babbo e la mamma erano costernati: “Speriamo che cambi con l’età”, sospiravano, solo che Maddalena non cambiava mai. A scuola, non apriva libro di testo sul quale non avessero studiato almeno sette generazioni di studenti. Al babbo toccò di frugare nei fondi di magazzino delle cartolerie per reperire i pennini d’acciaio e i quaderni d’una volta con la copertina nera, altrimenti Maddalena non avrebbe mai imparato a scrivere.  Quanto all’abbigliamento, indossava soltanto vestiti appartenuti dalla bisnonna in su.  

      Maddalena cresceva, ma non cambiava. La sua cameretta era diventata un deposito di vecchie cose che lei raccattava un po’ dovunque, anche dai  cassonetti della spazzatura, con grande imbarazzo della mamma. 
“Maddalena, cosa vuoi fare da grande?”, le chiedevano in continuazione il babbo e la mamma, ma lei si limitava a sorridere, finché un giorno annunciò all’improvviso: “Babbo, mamma, ho trovato la mia strada”. 
In quel momento  suonarono alla porta: erano due facchini incaricati da Maddalena di svuotare la cameretta di tutto il vecchiume di cui era stracolma: ci volle un Tir per contenerla tutta. Nuova scampanellata e altri trasportatori con mobili ancora odorosi di legno e vernice. Li aveva ordinati Maddalena per arredare la sua cameretta.
Ed ecco comparire Maddalena, vestita non più di indumenti lisi e rattoppati, ma all’ultima moda.
Il babbo e la mamma non facevano che abbracciarsi: ”Finalmente Maddalena ha messo giudizio”, andavano esclamando.
 “Cari genitori, non dovrete più preoccuparvi per il mio futuro. Ecco a voi i miei biglietti da visita, vi sarei grata se li distribuiste un po’ in giro”. Incuriositi, i genitori gettarono uno sguardo sui biglietti da visita e vi lessero: “Antiquariato Maddalena – le migliori occasioni”. Seguiva l’indirizzo di una delle vie più eleganti della città.